officina_urbana


SCENARI FUTURI?!?/ESCENARIOS FUTUROS?!?
8 diciembre 2009, 16:04
Filed under: Senza Categoria

CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO/Pulse aqui para ver el video:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-ed7701bf-c316-4772-9a7e-3d3dd75650df.html?p=0

“E siamo arrivati alla città recente dove se cerchi un caffè stando qua…”/[…] “Y hemos llegado a la ciudad reciente, donde si buscas un café estando aquí…

“Ahhh…questo è un problema tuo!”/ “Ahhh…esto es un problema tuyo!”

“Cercare caffè…”/“Ir por un café…”

“Non devi immaginare di volere un caffè!Devi immaginare che te ne stai li dentro […] anche perché con la densità così bassa non sai dove andresti a finire!”/ “No tienes que imaginarte de quierer un café! Tienes que imaginarte que te quedas allì dentro […] también porque con una densidad tan baja no sabes donde acabarias!”

“Cioè per far funzionare un buon caffè ci vuole una densità alta in città!”/“Entonces para obtener una cafè necesitamos una densidad alta en la ciudad!”

Ma certo, ma le città hanno un senso…per ottocento anni le città sono state fatte in quel modo. È c’è un motivo, perché stando insieme abbiamo la consapevolezza di appartenere alla stessa cittadinanza; la vicinanza fisica delle case è la rappresentazione visibile della prossimità morale dei cittadini.”/ “Claro, la ciudades tienen un sentido…por ochocientos años las ciudades han sido construidas en aquella manera. Y hay una motivación, poque estando juntos tenemos la conciencia de formar parte de la misma ciudadania; la cercania fisica de las casa es la rapresentación visible de la cercania moral de los ciudadanos.”

……………………………………………….

Saper costruire la città significa in primo luogo conoscerla e saperla ri-conoscere: prima ancora di farlo da architetti, perché è il nostro ambiente, cui conosciamo i codici e in cui abbiamo imparato a soprav-vivere. Ogni ambito della città ci suggerisce la funzione che siamo chiamati a svolgervi, un edificio di maggiore volume rispetto al tessuto urbano circostante, magari affacciato su una piazza pubblica, ci indica la funzione istituzionale o religiosa dello stesso, un palo con luci rossa, gialla e verde ci suggerisce di attraversare la strada o arrestare la marcia, una strada porticata ci suggerisce la vocazione commerciale di uno spazio… Sono morfologie che sono rimaste fondamentalmente inalterate nei secoli, pur ammettendo sfumature diverse dettate dal clima, dalle diverse forme di governo o realtà economiche sotto le quali si sono sviluppate. Vi sono misure, proporzioni, volumetrie, tipologie, densità ricorrenti, che sono quelle feconde che propiziano la creazione di una città, ovvero di un luogo fisico in cui un gruppo di persone possa costruire un’identità collettiva.

Possiamo ripensare la città moderna alla luce delle nuove forme di abitare, delle mutate esigenze della popolazione, dello scomparso “nucleo familiare tradizionale”, ma tenendo ben presente che le necessità basiche dell’uomo non sono variate, che oggi come cent’anni fa abbiamo bisogno di una casa, di strade e piazze a sua misura, accoglienti, che facilitino l’interazione e siano accessibili da tutti, non spianate infinite e deserte, nè gli spazi privativi e artificiali delle grandi superfici commerciali… Ecco la critica che propone questo video, tratto dal programma Rai Passpartout, condotto da Philippe Daverio.

Saber construir la ciudad significa en primer lugar conocerla y saberla re-conocer reconocer: antes que como arquitectos, como ciudadanos, porque es nuestro medio ambiente, de que conocemos los códigos y en que hemos aprendido a sobre-vivir. Cada ámbito de la ciudad sugiere la función que estamos llamados a , un edificio de mayor volumen respecto al tejido urbano circunstante, a lo mejor que da su una plaza publica, nos indica la función institucional o religiosa del mismo, un palo con luces roja, amarilla y verde, nos sugiere de cruzar la calle o para la marcha, una calle porticada nos sugiere la vocación comercial de un lugar… Son morfologías que han quedado fundamentalmente inalteradas en los siglos, también admitiendo matices dictadas del clima, de las diferentes formas de gobierno o realidades económicas bajo la cuales se han desarrollado. Existen medidas, proporciones, volumetrías, topologías, densidad recurrentes, que son las que propician la creación de una  ciudad, ósea de un lugar físico en que un grupo de personas pueda construir una identidad colectiva.

Podemos repensar la ciudad moderna a la luz de las nuevas formas de habitar, de las mutadas exigencias de la población, del desaparecido “núcleo familiar tradicional”, pero teniendo bien presente que las necesidades basitas del hombre no han variado, que hoy como hace cien anos, necesitamos una casa, calles y plazas a medida, acogedoras, que faciliten la interacción y sean accesibles por todos, no explanadas infinitas y desiertas, ni tampoco los espacios privativos y artificiales de las grandes superficie comerciales… Esa la critica que propone ese video, del programa Rai Passpartout de Philippe Daverio.

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